
Passaporto digitale del prodotto per i tessili
Dalla maglietta alla giacca invernale: a partire dal 2029, nel DPP saranno indicati l’origine delle fibre, i coloranti, le istruzioni per la cura e la riciclabilità.
Cosa riserva il futuro ai marchi del settore tessile
I tessili rappresentano il gruppo di prodotti finiti con il posizionamento più elevato nel primo programma di lavoro relativo al Regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile e, al contempo, costituiscono il gruppo di prodotti per cui sono disponibili meno dati.
Cosa c’è ancora in evoluzione
Il 16 aprile 2025 la Commissione ha collocato i tessili e l’abbigliamento in cima alla lista dei gruppi di prodotti finali nel proprio piano di lavoro, e l’atto delegato che stabilirà effettivamente l’obbligo è previsto per il quarto trimestre del 2027.
Poiché un atto delegato può entrare in vigore non prima di 18 mesi dalla sua entrata in vigore (art. 4, par. 4, ESPR), l’obbligo di passaporto per una maglietta entrerà realisticamente in vigore nel 2029.
Cosa è già in vigore oggi
Due obblighi sono già in vigore.
Sembra una prospettiva lontana e rassicurante, ed è proprio per questo che il settore è in ritardo.
La raccolta differenziata dei tessuti è in vigore dal 1° gennaio 2025 in ogni Stato membro, mentre la responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili, i prodotti correlati ai tessuti e le calzature è entrata a far parte del diritto dell’UE il 16 ottobre 2025; i sistemi nazionali devono essere operativi entro il 17 aprile 2028.
Entrambi richiedono gli stessi dati sui prodotti di cui avrà bisogno anche il passaporto.
Cosa tratta questa pagina
Questa pagina funge da guida di riferimento in merito: il calendario con tutte le scadenze effettivamente previste dalla normativa, i ruoli e i relativi obblighi, i dati che saranno riportati nel passaporto tessile, le fonti ufficiali, una tabella di esempio per il confronto con i propri dati e le domande che i marchi tessili ci pongono più frequentemente.
Dalle norme al passaporto
A colpo d’occhio: le norme che riguardano il vostro prodotto, in grigio; i dati di cui già disponete, in turchese; e il passaporto del prodotto Transpareo con i suoi livelli di lettura, in blu.
I tre principali ostacoli nella pratica
- Profondità della catena di approvvigionamento: un capo di abbigliamento attraversa da quattro a sette fasi di produzione, spesso in paesi diversi. La maggior parte dei marchi conosce la propria catena fino alla fabbrica di cucitura; i dati relativi a fibre, filatura, tessitura e tintura si trovano a livelli più profondi e sono accessibili solo tramite clausole relative ai dati presenti nei contratti di acquisto, che vengono aggiornati secondo i propri ritmi lenti.
- Composizione anziché distinta base: una batteria ha delle celle, un capo di abbigliamento ha delle percentuali. Le percentuali di fibre, i rivestimenti e i prodotti chimici di finitura descrivono un materiale e non un componente, e la maggior parte dei sistemi di prodotto non prevede spazio a tale scopo a livello di singolo telo o cucitura.
- Un ambito di applicazione che nessuno è ancora in grado di confermare: il regolamento sull’etichettatura, le norme sui rifiuti e il futuro atto delegato tracciano ciascuno i propri confini attorno al termine «tessile». Fino alla pubblicazione dell’atto legislativo, un modello di dati deve essere in grado di includere un ambito di applicazione ancora in evoluzione.
Maggiori informazioni: Industria tessile: colmare le lacune nei dati della catena di approvvigionamento e Il DPP impone la digitalizzazione - e questa è proprio l’opportunità.
Calendario per il settore tessile e della moda
Tutte le scadenze previste dal regolamento sui tessili e sulla moda, in ordine cronologico, dall’entrata in vigore fino agli obblighi previsti per il prossimo decennio. Le scadenze subordinate ad atti normativi non ancora emanati sono contrassegnate come tali.
- 18 luglio 2024Entra in vigore il regolamento sulla progettazione ecocompatibile
Il regolamento (UE) 2024/1781 (ESPR) entra in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione (art. 80) e sostituisce la direttiva sulla progettazione ecocompatibile del 2009. Si tratta di un regolamento quadro che, di per sé, non introduce alcun obbligo nel settore tessile; ogni requisito viene stabilito tramite un atto delegato relativo a un determinato gruppo di prodotti.
- 1° gennaio 2025Raccolta differenziata dei tessuti ovunque
A partire da tale data, ogni Stato membro è tenuto a raccogliere separatamente i tessili, insieme a carta, metallo, plastica e vetro (art. 11, comma 1, della direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE, nella versione modificata dalla direttiva (UE) 2018/851). Il primo anno di dati effettivi sulla raccolta costituirà la base su cui si discuterà in seguito in merito ai requisiti di riciclaggio.
- 16 aprile 2025I tessili sono stati indicati come priorità assoluta
La Commissione adotta il primo piano di lavoro in materia di progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili ed etichettatura energetica 2025-2030 (COM(2025) 187 definitivo). L’articolo 18, paragrafo 5, dell’ESPR prevedeva già che i tessili figurassero tra le prime priorità; il piano colloca i tessili e l’abbigliamento al primo posto tra i gruppi di prodotti finali. Il piano è una comunicazione della Commissione: definisce le linee d’azione, ma non stabilisce obblighi.
- 16 ottobre 2025Responsabilità dei produttori nel settore tessile
La direttiva (UE) 2025/1892 modifica la direttiva quadro sui rifiuti e attribuisce ai prodotti tessili, ai prodotti correlati al settore tessile e alle calzature una responsabilità estesa del produttore specifica (nuovo articolo 22 bis). Chiunque immetta per la prima volta un prodotto di questo tipo sul mercato nazionale è tenuto a sostenere i costi relativi alla sua raccolta e al suo trattamento.
- 20 luglio 2026Il registro DPP dell’UE è operativo
L’ESPR impone alla Commissione di istituire il registro centrale entro il 19 luglio 2026 (art. 13, comma 1); la Commissione lo ha reso operativo il 20 luglio 2026. I passaporti dei prodotti vi saranno registrati non appena entrerà in vigore il relativo atto delegato; il registro funzionerà con un ambiente di prova per gli operatori economici, mentre la sua interfaccia tecnica è ancora in fase di definizione.
- 17 giugno 2027Gli Stati membri attuano la normativa in materia di rifiuti
Il termine entro il quale il diritto nazionale deve recepire la direttiva (UE) 2025/1892 (art. 2, comma 1). A partire da questo momento, i modelli tariffari, gli obblighi di segnalazione e i criteri di ecomodulazione di ciascuno Stato membro saranno resi noti e presenteranno differenze tra loro.
- 4° trimestre del 2027Si attende l’adozione di un atto delegato in materia di prodotti tessili
La Commissione prevede di adottare l’atto delegato ESPR relativo ai tessili e all’abbigliamento nel quarto trimestre del 2027. Tale data è indicativa: la Commissione stessa sottolinea che le tempistiche potrebbero subire variazioni in base all’avanzamento dei lavori tecnici. Finora non è stato emanato alcun atto delegato che stabilisca requisiti di progettazione ecocompatibile o di etichettatura per i prodotti tessili.
- 17 aprile 2028Sistemi EPR implementati
Gli Stati membri devono aver istituito i propri sistemi di responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili entro tale data (art. 22 bis, comma 14, della direttiva quadro sui rifiuti modificata). La registrazione, il pagamento dei contributi e le comunicazioni hanno inizio a partire da tale data, indipendentemente dal passaporto del prodotto.
- Ai sensi dell'atto giuridicoObbligo di certificazione per i prodotti tessili
Un atto delegato può entrare in vigore non prima di 18 mesi dalla sua entrata in vigore (art. 4, comma 4, ESPR); pertanto, il 2029 rappresenta l’anno più precoce realistico. La data esatta, i campi di dati e i livelli di accesso saranno tutti definiti in tale atto giuridico, e nessuno di essi esiste attualmente.
Chi è interessato?
Quali obblighi incombono ai singoli operatori economici nel percorso verso il mercato.
Produttore
Deve redigere la scheda informativa prima che il capo di abbigliamento sia immesso sul mercato, attribuirgli un codice identificativo univoco e garantire che i dati riportati siano corretti, completi e aggiornati (art. 9 ESPR). Chi fa realizzare un capo secondo un proprio progetto e lo vende a proprio nome è considerato produttore, anche se non possiede nemmeno una macchina da cucire.
Importatore
Chi importa prodotti tessili da un paese terzo nell’UE li immette sul mercato ed è tenuto a fornire il certificato di origine. Se il fornitore non allega il certificato, spetta all’importatore redigerlo, per cui sono necessari dati relativi alle fibre, alle finiture e alla provenienza. Si tratta di una questione che riguarda il contratto di acquisto, non l’informatica.
Rivenditori
Prima della vendita, verifica che il prodotto rechi l’etichettatura e il supporto dati previsti e tiene il pass a portata di mano. Non aggiorna i dati del proprio pass. L’autorità di vigilanza sul mercato pone sempre più spesso la stessa domanda alle piattaforme di vendita online.
Produttori ai sensi della responsabilità del produttore
Chiunque immetta per la prima volta sul mercato nazionale un prodotto tessile, un prodotto correlato ai tessili o calzature è soggetto alla responsabilità estesa del produttore (art. 22a della direttiva quadro sui rifiuti modificata). Si tratta di un obbligo distinto dal «Pass», con registrazione, tariffe e comunicazioni specifiche.
Cosa deve contenere il DPP per il settore tessile e della moda?
I campi di dati più importanti previsti dalla normativa UE in materia.
Composizione delle fibre
Percentuali per tipo di fibra, origine del componente principale, miscele e denominazioni delle fibre ammesse ai sensi del regolamento (UE) n. 1007/2011. L’etichetta riporta già la composizione; il certificato la riporta in un formato leggibile da un sistema automatizzato.
Finitura
Coloranti, trattamenti e sostanze chimiche soggette al regolamento REACH, indicati per singolo componente anziché per singolo capo di abbigliamento. Certificati quali OEKO-TEX o GOTS sono allegati e indicano la provenienza del prodotto.
Manutenzione e riparazione
Simboli di manutenzione, parti di ricambio quali bottoni e cerniere, partner per le riparazioni e durata prevista. La riparabilità è uno dei punti di miglioramento indicati nel piano di lavoro per il settore tessile; la consideri quindi più un requisito obbligatorio che una semplice frase di marketing.
Riciclaggio
Categorie di raccolta per la raccolta separata dei tessili, in vigore dal 1° gennaio 2025; riciclabilità meccanica rispetto a quella chimica e le sostanze estranee che ne determinano l’idoneità: percentuale di elastan, rivestimenti, cuciture in fibre miste.
Lista di controllo per il settore tessile e della moda
L’UE non ha ancora reso noti quali dati debbano figurare in un passaporto del prodotto per i tessili e la moda: l’atto normativo che li definisce è ancora in fase di elaborazione. Non appena sarà disponibile, qui verrà pubblicata una checklist per Tessili e moda, sia in formato web che in formato PDF, proprio come le checklist relative alle batterie seguono oggi il testo del regolamento. Fino ad allora, i dati obbligatori riportati in alto e le fonti ufficiali riportate in basso costituiscono un punto di riferimento affidabile.
Da asporto
Tutti i file presenti in questa pagina, gratuiti e senza necessità di creare un account: le informazioni relative al contenuto di ciascun file e al pubblico a cui è destinato sono riportate nella rispettiva scheda.
Modello Excel per il settore tessile e della moda
Una riga di esempio compilata con tutte le colonne richieste dall’importazione.
17 Colonne, con valori di esempio
White paper: Il passaporto digitale del prodotto è già oggi un investimento redditizio
Quanto costa e quali vantaggi apporta a un marchio di moda un «passaporto del prodotto» prima che diventi obbligatorio. Con modello di calcolo reso pubblico, mappa dei dati, modello a fasi e piano di 90 giorni. Di Günter Reichelt, ingegnere tessile e presidente del consiglio di amministrazione.
Sintesi del white paper
I punti salienti in quattro pagine, per tutti coloro che desiderano consultare innanzitutto i dati e le raccomandazioni.
Calcolatore DPP per marchi di moda
Il modello di calcolo in formato Excel. Sostituendo le ipotesi con i propri dati, potrete verificare immediatamente il risparmio sui costi, il periodo di ammortamento e l'impatto sul marketing.
Transpareo per il settore tessile e della moda
Transpareo Le fornisce la struttura necessaria per gestire i dati relativi ai prodotti tessili prima ancora che l’atto delegato ne definisca i campi: composizione e provenienza di ciascun componente, finiture e sostanze chimiche, cura e riparazione, classi di riciclaggio, con certificati allegati e un riferimento alla fonte per ciascuna proprietà. È possibile inserire i dati una sola volta, tramite l’interfaccia utente, l’importazione da Excel o l’API REST, e pubblicare schede tecniche firmate, i cui campi sono dotati ciascuno di una propria impostazione di visibilità. A ciascuno degli obblighi sopra indicati corrisponde un elemento corrispondente nella tabella sottostante.
Ogni dovere ha il suo corrispettivo
Campi che derivano dall’atto giuridico e non da una presunzione
Il modello tessile prevede oggi campi relativi a fibre, finitura, cura e riciclaggio; inoltre, un campo per il quale non è richiesta alcuna norma relativa a un prodotto non verrà mai imposto. Qualora l’atto delegato specifichi i propri campi dati, li mappi ai dati già in vostro possesso, anziché avviare un nuovo progetto.
Visibilità per campo
Pubblico, interesse legittimo, autorità: ogni livello costituisce una caratteristica del singolo campo, non del passaporto. La composizione può essere pubblica, mentre una formula di colorazione rimane protetta, e lo stesso codice QR mostra a ciascun lettore ciò a cui ha diritto.
Certificati a titolo di prova
I certificati OEKO-TEX, GOTS, Better Cotton e i rapporti di prova sono riportati sul libretto, e ogni caratteristica può recare un riferimento alla fonte che indica da dove deriva il suo valore. Ciò trasforma una media di settore in un’affermazione attendibile.
Ampliare senza costruire di nuovo
Si parte dai dati relativi alle fibre di cui si dispone e si integrano i valori delle fasi 2 e 3 non appena i fornitori li forniscono. Ogni pubblicazione è una versione firmata e quelle precedenti rimangono consultabili; in questo modo è possibile tracciare la verifica dei fornitori anziché contestarla.
Inserire i dati
I dati anagrafici e dei fornitori vengono inseriti tramite l’interfaccia utente, tramite importazione da Excel o tramite l’API REST. La tabella di esempio riportata sopra mostra le colonne presenti in una scheda tecnica tessile.
24 lingue ufficiali dell’UE e altre 16
Le indicazioni relative alla cura e ai materiali vengono visualizzate nella lingua di ciascun mercato di destinazione, tradotte automaticamente e verificate da voi. Una collezione venduta in undici paesi non richiede undici cicli di inserimento dati.
Domande frequenti sul DPP per il settore tessile e della moda
A partire da quando, esattamente, il DPP diventa obbligatorio per i prodotti tessili?
Non è stata fissata alcuna data. L’obbligo entrerà in vigore con l’atto delegato dell’ESPR relativo ai tessili e all’abbigliamento, che la Commissione intende adottare nel quarto trimestre del 2027 e che essa stessa definisce indicativo. L’articolo 4, paragrafo 4, dell’ESPR prevede un periodo di almeno 18 mesi tra l’entrata in vigore di tale atto legislativo e la sua applicazione; pertanto, il 2029 rappresenta l’anno più vicino realisticamente prevedibile. Chi oggi indica un mese preciso, formula solo ipotesi. Pianifichino in base ai periodi di tempo, non a una data precisa.
L'obbligo di passaporto si applica anche agli importatori?
Sì. L’obbligo è legato all’immissione sul mercato, non alla produzione (art. 9 ESPR). Chi importa un capo di abbigliamento da un paese terzo nell’UE lo immette sul mercato e deve garantire che il pass esista e che il suo contenuto sia corretto. In pratica ciò significa che o è il Suo fornitore a fornire i dati, oppure li raccoglie Lei stesso. Entrambe le opzioni richiedono una clausola nel contratto di acquisto, e negoziarla richiede più tempo di quanto ne occorra per l’adozione dell’atto legislativo.
Cosa si intende in questo contesto per «prodotto tessile»?
Due diversi ambiti di applicazione si sovrappongono. Il regolamento (UE) n. 1007/2011 definisce i prodotti tessili ai fini dell’etichettatura in base alla composizione in fibre. La responsabilità estesa del produttore prevista dalla direttiva quadro sui rifiuti modificata comprende i prodotti tessili, i prodotti correlati al settore tessile e le calzature elencati nel relativo allegato; pertanto, sono inclusi sia le calzature che i tessili per la casa. L’atto delegato ESPR definisce il proprio ambito di applicazione e, fino alla sua pubblicazione, nessuno potrà dirvi con certezza se un determinato accessorio rientri in tale ambito.
Qual è la differenza tra il DPP e l’obbligo di EPR?
Si tratta di obblighi distinti con scadenze distinte. La responsabilità estesa del produttore prevede che paghiate per la raccolta e il trattamento di ciò che immettete sul mercato nazionale, e i sistemi devono essere operativi entro il 17 aprile 2028 (art. 22a della direttiva quadro sui rifiuti modificata). Il passaporto del prodotto Le consente di pubblicare i dati relativi al prodotto stesso e viene introdotto con l’atto delegato ESPR. Per entrambi sono necessari gli stessi dati di base sul prodotto: questa è l’unica buona notizia.
Ho bisogno di un GTIN?
No. L’ESPR richiede un identificativo univoco del prodotto e un supporto dati presente sul prodotto, sulla sua confezione o sulla documentazione di accompagnamento (art. 10 e art. 12); non impone tuttavia l’utilizzo di un sistema numerico specifico. Se disponete di un GTIN, l’identificativo in Transpareo diventa il GS1 Digital Link, che può essere risolto anche da sistemi esterni. In assenza di GTIN, il pass riporta un identificativo Transpareo univoco e il codice QR rimanda ugualmente a esso. Maggiori informazioni su questa scelta sono disponibili nella sezione «Perché il GS1 Digital Link è lo standard giusto».
Chi può visualizzare quali dati contenuti in un pass tessile?
I livelli di accesso sono definiti nell’atto delegato; pertanto, i livelli relativi al settore tessile non esistono ancora. Ciò che l’ESPR stabilisce già è il principio: alcune informazioni sono pubbliche, altre sono riservate ai soggetti con un interesse legittimo, quali le imprese di riparazione e riciclaggio, altre ancora alle autorità (artt. 10 e 11). Progettate il vostro modello di dati in modo tale che la visibilità sia una caratteristica intrinseca e non un elemento aggiunto in un secondo momento. In Transpareo la visibilità è una proprietà di ogni singolo campo; una modifica nell’atto giuridico costituisce quindi una semplice impostazione e non una migrazione.
Cosa succede se inizio solo dopo la pubblicazione dell’atto normativo?
Il problema non è la tecnologia, bensì la catena di approvvigionamento. Un capo di abbigliamento attraversa da quattro a sette fasi di produzione, spesso in paesi diversi, e la maggior parte dei marchi dispone di dati affidabili solo fino alla fabbrica di cucitura. L’origine delle fibre, i prodotti chimici utilizzati per la tintura e la percentuale di materiale riciclato si trovano due o tre fasi più in basso nella filiera e vengono comunicati tramite clausole contrattuali, non tramite semplici richieste informali. Tali clausole si rinnovano secondo un proprio ritmo; i marchi che attendono l’entrata in vigore dell’atto legislativo si trovano quindi a rinegoziare sotto pressione. Il pass stesso viene configurato in Transpareo nel giro di pochi giorni.
I termini “etichetta di cura” e “pass” indicano la stessa cosa?
Si sovrappongono, ma non sono intercambiabili. L’etichetta relativa alla composizione delle fibre ai sensi del Regolamento (UE) n. 1007/2011 rimane obbligatoria e mantiene la sua forma fisica; il pass aggiunge informazioni leggibili da dispositivi automatici, per le quali l’etichetta non dispone di spazio sufficiente, quali l’origine e il trattamento di finitura per ciascun componente. Il piano di lavoro stabilisce che i requisiti informativi dell’ESPR saranno elaborati in sinergia con il regolamento sull’etichettatura, il quale è a sua volta oggetto di revisione. Si prega di fare riferimento a un’unica fonte di dati che alimenti entrambi i sistemi, non a due realtà parallele.
Per quanto tempo deve rimanere disponibile un certificato di provenienza dei tessuti?
L’ESPR lascia che sia l’atto delegato a stabilire il periodo di tempo, ma definisce già la parte più complessa: i dati devono rimanere disponibili per tale periodo, anche in caso di insolvenza, liquidazione o cessazione dell’attività del soggetto nell’Unione (art. 11). Tale obbligo prevale su qualsiasi contratto stipulato con un fornitore di servizi. Chieda pertanto a ogni fornitore cosa ne sarà dei Suoi profili dopo la risoluzione del contratto. Con Transpareo, i profili pubblicati rimangono accessibili tramite un indirizzo permanente, e la nostra checklist dei fornitori elenca le ulteriori domande che vale la pena porre.
Quanto costa un'infrazione?
L’ESPR affida l’applicazione delle sanzioni agli Stati membri, ma richiede che queste siano efficaci, proporzionate e dissuasive; inoltre, le autorità di vigilanza del mercato possono ordinare il ritiro di un prodotto. Nel settore della moda, il ritiro dal mercato rappresenta solitamente la parte più costosa: una stagione è breve e una collezione bloccata alla frontiera perde completamente la propria finestra di vendita. Per quanto riguarda l’EPR, si aggiungono le ammende nazionali previste per i produttori non registrati.
Documenti ufficiali
Le fonti giuridiche da consultare: di cosa si tratta e quando ne ha bisogno.
- Regolamento (UE) n. 2024/1781 (ESPR)Il regolamento quadro. Gli articoli da 9 a 13 disciplinano il passaporto del prodotto, i suoi identificativi univoci e il registro dell’UE; l’articolo 4, paragrafo 4, stabilisce il termine minimo di 18 mesi tra l’adozione di un atto delegato e la sua applicazione. Si legga una volta, dopodiché si consulti solo l’atto legislativo sui prodotti tessili.
- Piano di lavoro in materia di progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili ed etichettatura energetica 2025-2030La comunicazione della Commissione del 16 aprile 2025, che pone i tessili e l’abbigliamento in cima all’elenco delle priorità e indica il 2027 come anno indicativo per il proprio atto delegato. Il documento da consultare per sapere su cosa si sta lavorando, non su ciò che è vincolante.
- Pagina della Commissione dedicata al DPP per i tessili e l’abbigliamentoLa pagina della Commissione dedicata allo stato di avanzamento dell’atto legislativo sui tessili, con l’indicazione del trimestre previsto per l’adozione e l’avvertenza che tale data potrebbe subire variazioni. Il primo luogo in cui viene segnalata un’eventuale modifica della data.
- Direttiva (UE) 2025/1892 che modifica la direttiva quadro sui rifiutiIntroduce, in un nuovo art. 22a, la responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili, i prodotti correlati al settore tessile e le calzature. Si raccomanda di prendere visione del testo se state pianificando la registrazione e il pagamento delle tariffe, e di prendere nota della data del 17 aprile 2028 come termine ultimo per l’attuazione dei sistemi nazionali.
- Direttiva 2008/98/CE sui rifiutiLa stessa direttiva quadro sui rifiuti. L’articolo 11, paragrafo 1, costituisce la base giuridica per la raccolta separata dei tessili, in vigore dal 1° gennaio 2025, ed è l’articolo su cui si fonda la modifica del 2025.
- Regolamento (UE) n. 1007/2011 relativo alle denominazioni delle fibre tessiliLe norme di etichettatura già in vigore. L’allegato I contiene le uniche denominazioni delle fibre che è consentito utilizzare. Il piano di lavoro prevede che i requisiti informativi ESPR siano elaborati in coordinamento con il presente regolamento, attualmente in fase di revisione.
- Pagina DPP della Commissione europeaIl calendario generale relativo al passaporto del prodotto per tutte le categorie di prodotti, con lo stato di avanzamento del registro e degli atti delegati. Utile per valutare la posizione dei prodotti tessili rispetto alle batterie e ai prodotti da costruzione.
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