Il dibattito sul passaporto digitale del prodotto verte quasi sempre su scadenze, atti normativi e piani settoriali. Per la maggior parte delle aziende, tuttavia, il primo vero ostacolo è ben altro: i dati relativi ai loro prodotti non sono affatto in formato digitale - o almeno non in modo tale da consentire la creazione di un passaporto. Si trovano in schede tecniche in formato PDF, nelle e-mail dei fornitori, nelle menti dei collaboratori di lunga data e in una buona dozzina di file Excel sparsi su diverse unità di disco.
IlDPP obbliga queste aziende a digitalizzare in modo accurato, per la prima volta, i propri dati di prodotto e a riunirli in un unico luogo. Si tratta di un’operazione laboriosa. Ma è un lavoro che ripaga immediatamente, indipendentemente da quando entrerà in vigore l’obbligo per il vostro settore.
Il DPP è solo lo spunto: il problema è più antico
Chi desidera generare un DPP necessita, per ogni prodotto, di un set di dati completo e strutturato: dati anagrafici, componenti e materiali, provenienza, indicatori ambientali. In teoria, questi dati esistono già in quasi tutte le aziende. In pratica, però, sono dispersi tra numerosi sistemi e formati, gestiti in modo duplicato e mai completi in nessun punto.
L’unione di questi dati rappresenta il vero e proprio sforzo - non la successiva creazione del DPP. E questo sforzo ha un valore che non ha nulla a che vedere con il DPP: meno errori, un inserimento più rapido dei nuovi collaboratori, un’unica fonte affidabile anziché dieci tabelle contraddittorie. La digitalizzazione imposta dal DPP rappresenta un’operazione di riordino che era comunque attesa da tempo.
Transpareo è innanzitutto uno strumento di gestione dei dati di prodotto
Nella sua essenza, Transpareo è uno strumento per gestire i dati di prodotto: prodotti, componenti e materiali in un unico formato strutturato. Tutto ciò che caratterizza il DPP - firme, codici QR, traduzione in 40 lingue - si basa su queste fondamenta. Senza dati di prodotto accurati, nessun passaporto.
La struttura sottostante - i tipi di proprietà con cui descrivete prodotti, componenti e materiali - è completamente personalizzabile. Siete voi a decidere quali campi devono contenere i vostri prodotti. Per evitare di dover partire da zero, su richiesta creiamo in anticipo i campi rilevanti ai fini normativi per la vostra categoria di prodotti: un insieme di tipi di proprietà che rispecchia già i requisiti degli atti normativi dell’UE. Si tratta di un punto di partenza facoltativo, non di un vincolo: potete adottare questi campi, modificarli, integrarli o definirne di propri.
L’importatore flessibile: dall’elenco Excel al database strutturato
La parte più difficile di ogni progetto relativo ai dati è proprio quella di importare i dati esistenti. È proprio a questo che serve l’importatore. Esso mappa i Suoi file esistenti - Excel, CSV, esportazioni da sistemi ERP o PLM - sul modello.
Lei fornisce i dati così come sono oggi disponibili; l’importatore si adatta alle Sue colonne, non viceversa.
Prima del salvataggio, un validatore verifica ogni record e segnala eventuali elementi mancanti o incoerenti: un’unità mancante, un codice paese non uniforme, un campo obbligatorio vuoto. In questo modo, l’importazione diventa un ciclo gestibile: caricare, individuare le lacune, correggere, reimportare. Anziché un progetto “Big Bang”, bastano alcuni cicli fino a quando il database non è completo.
L’API: integrazione con i sistemi esistenti - ove disponibili
Le aziende dotate di un proprio ambiente IT integrano Transpareo nei propri sistemi esistenti tramite un’API REST. I dati anagrafici dall’ERP, le distinte base dal PLM, le immagini dal PIM vengono importati automaticamente e le schede prodotto rimangono sincronizzate, senza che nessuno debba gestire i dati due volte. Abbiamo descritto passo dopo passo come funziona in pratica tale integrazione nel Playbook API dedicato all’integrazione con l’ERP; l’interfaccia completa è descritta pubblicamente nell’ Documentazione API.
La stessa API garantisce inoltre che non rimaniate mai vincolati: potete recuperare in qualsiasi momento l’intero inventario, in formato CSV, XLSX, JSON-LD e SQL oppure tramite l’interfaccia stessa. Ciò che create oggi vi appartiene e rimane trasferibile.
I dati sensibili relativi ai prodotti rimangono protetti
Non tutte le informazioni sui prodotti sono destinate al pubblico. Le formulazioni, le distinte base complete o le condizioni di acquisto possono costituire segreti aziendali: la tendenza a non divulgare tali dati è giustificata. Un database viene comunque gestito solo se ci si fida dell’archivio.
Per questo motivo Transpareo separa rigorosamente i dati per cliente: ogni cliente è contenuto in un proprio database separato, crittografato con una chiave dedicata. Nessuna tabella condivisa in cui i prodotti di più aziende figurino fianco a fianco, nessuna chiave valida al di là dei confini dei singoli clienti. L’hosting avviene in Germania: i Suoi dati rimangono nell’ambito di applicazione del GDPR. È Lei a decidere quali informazioni appariranno infine nel DPP pubblico; tutto il resto rimane riservato e isolato.
Per molte PMI non esiste un «sistema esistente »: c’è solo Excel
L’ipotesi che ogni azienda utilizzi un sistema ERP non tiene conto della realtà. Molte piccole e medie imprese non dispongono né di un PLM, né di un PIM, né di un sistema integrato di gestione delle scorte. I dati relativi ai loro prodotti sono contenuti in elenchi Excel, magari su un’unità di rete condivisa, gestiti da una o due persone.
Per loro la questione dell’integrazione tramite API non si pone nemmeno: l’importatore è tutto ciò che serve. Caricare il file Excel, mappare le colonne una volta sola, e il gioco è fatto. Ed è proprio qui che si genera un doppio vantaggio: queste aziende ottengono per la prima volta una vera e propria gestione dei dati di prodotto - centralizzata, ricercabile, utilizzabile da più persone, con un’unica fonte affidabile - e, come risultato secondario, sono già pronte per il DPP. Il vantaggio per la gestione quotidiana dei dati giustifica di per sé questo passo, ben prima che entri in vigore qualsiasi obbligo.
Perché agire ora, se l’obbligo è ancora lontano anni luce?
Per le batterie, il DPP entrerà in vigore a partire da febbraio 2027, e questa è finora l’unica data fissa relativa ai prodotti. Per gli altri gruppi - ferro e acciaio, prodotti da costruzione, imballaggi, tessili, elettronica - le date circolanti sono da considerarsi come scadenze indicative di pianificazione: In primo luogo verrà emanato l’atto delegato e tra la sua entrata in vigore e l’entrata in vigore dell’obbligo trascorreranno almeno 18 mesi. La nostra guida settoriale riporta lo stato di avanzamento per ciascun settore. È quindi naturale pensare di attendere. Tuttavia, ciò sottovaluta dove si perde tempo.
L’esperienza dimostra che i campi richiesti sono già disponibili per circa il 70 per cento, ma sono distribuiti su dieci sistemi diversi. Raccogliere questo 70 per cento e procurarsi il restante 30 per cento richiede mesi, soprattutto nei casi in cui i dati debbano essere richiesti ai fornitori e garantiti contrattualmente. Chi inizia oggi può portare a termine il lavoro con calma, anziché doverlo completare all’ultimo momento prima di una scadenza.
Il percorso più lungo è il lavoro sui dati, non la creazione del pass.
A ciò si aggiunge il fatto che non corre alcun rischio. Il database è esportabile in qualsiasi momento e provvederemo ad aggiornare il set di campi conforme alla normativa man mano che questa entrerà in vigore. Lei struttura ora e perfeziona in seguito: lo sforzo non andrà perso qualora i dettagli degli atti normativi dovessero ancora subire modifiche.
DPP prima dell’obbligo: segnale di innovazione e fiducia dei clienti
Una volta creato il database, il pass stesso rappresenta l’ultimo semplice passo: basta premere un pulsante. Ciò apre una possibilità che molti trascurano: potete emettere i DPP prima di esservi obbligati per legge.
Un DPP prima dell’obbligo è un segnale. Dimostra che un’azienda prende sul serio la trasparenza e la sostenibilità, mentre la concorrenza sta ancora discutendo delle scadenze. E poiché i dati sono firmati e verificabili nel browser, dietro a questo segnale si cela un set di dati verificabile anziché una semplice promessa pubblicitaria. Abbiamo descritto in Da passaporto obbligatorio a strumento di marketing come un DPP possa essere utilizzato, al di là del mero carattere obbligatorio, come punto di contatto con i clienti.
Una condizione rimane sempre valida: dati autentici. Un DPP introdotto in anticipo è efficace solo finché mantiene ciò che mostra: il greenwashing viene smascherato più rapidamente nei pass verificabili che in un opuscolo patinato.
Conclusione
Il DPP è l’occasione, ma il vantaggio duraturo è un database dei prodotti digitalizzato e consolidato. Transpareo semplifica l’importazione, si integra tramite API con i sistemi esistenti, ove presenti, e sostituisce la confusione dei file Excel, ove questi non esistono. Iniziate dai dati: in questo modo il DPP diventerà una semplice voce da spuntare ogni volta che si avvicina la scadenza. O anche prima, se desiderate assicurarvi un vantaggio competitivo.
Domande relative a questo articolo
Da dove devo cominciare se i dati relativi ai prodotti sono sparsi tra file PDF, e-mail e una dozzina di fogli di calcolo?
Per quanto riguarda le tabelle, poiché hanno già una struttura, esporti i dati presenti, li importi e lasci che sia il validatore a indicare quali campi mancano, anziché decidere in anticipo. I PDF e le e-mail dei fornitori rappresentano la parte più lenta del processo e diventeranno più veloci non appena sarà disponibile una struttura in cui poterli ordinare. Voler progettare innanzitutto il modello di dati perfetto è il modo più sicuro per sprecare mezzo anno prima ancora che esista il primo record di dati.
E se non disponessimo affatto di un sistema ERP, PIM o PLM?
In tal caso, la questione dell’integrazione non si pone e l’importatore è l’unica cosa di cui occorre occuparsi. È sufficiente caricare la tabella, assegnare le colonne una volta sola e si avrà a disposizione un archivio centralizzato e consultabile su cui possono lavorare più persone: per molte piccole e medie imprese, si tratta del primo vero sistema di gestione dei dati di prodotto in assoluto. Il certificato ne deriva come risultato secondario, e i vantaggi per il lavoro quotidiano giustificano di per sé questa scelta, ben prima che entri in vigore un obbligo.
Quali formati sono supportati per l'importazione e devo convertire i miei file in anticipo?
Excel, CSV, ODS e JSON, e no. L’importatore si adatta alle vostre colonne, anziché richiedere un modello, e prodotti, componenti e materiali possono essere importati in un’unica operazione insieme alle loro relazioni. Le importazioni sono ripetibili; lo stesso file, aggiornato con una nuova esportazione dal vostro sistema, aggiorna quindi i record anziché duplicarli.
I dati devono essere corretti prima della prima importazione?
No, e attendere che i dati siano corretti è il modo più comune per perdere un anno. Prima del salvataggio, un validatore controlla ogni record e segnala ciò che manca o è incoerente: un’unità mancante, un codice paese non uniforme, un campo obbligatorio vuoto. Ne deriva un ciclo di caricamento, individuazione delle lacune, correzione e nuova importazione, e le lacune si trasformano in un elenco di attività per l’ufficio acquisti anziché in una vaga sensazione che i dati non siano ancora pronti.
Cosa accade alle formule e alle distinte base che costituiscono segreti aziendali?
I dati rimangono riservati e siete voi a decidere, campo per campo, cosa mostrare nel profilo pubblico. Ogni cliente è archiviato in un database dedicato, crittografato con una chiave specifica; non esiste quindi più una tabella comune contenente i prodotti di più aziende, né una chiave valida per tutti i clienti. L’hosting avviene in Germania, nell’ambito di applicazione del GDPR, ed è incluso un contratto di trattamento dei dati. Nessuna informazione viene inserita nel pass pubblico semplicemente perché presente nel database, ma solo se avete autorizzato la visualizzazione di quel campo.
Riuscirò a recuperare tutto?
Sì, in qualsiasi momento, nei formati CSV, XLSX, JSON-LD e SQL oppure tramite la stessa API REST che si interfaccia anche con ERP, PIM e CRM. Questa è la domanda fondamentale da porre a ogni fornitore: un inventario che non è possibile esportare rappresenta una dipendenza e non una risorsa. Ciò che create rimane di vostra proprietà e rimane trasferibile.
Perché iniziare adesso, se la scadenza prevista per il mio settore è ancora lontana di anni?
Poiché è il percorso a essere lungo, non il passaporto. Finora è certa solo la data relativa alle batterie, fissata al 18 febbraio 2027 dal regolamento sulle batterie. Per i gruppi di prodotti ESPR, il piano di lavoro del 16 aprile 2025 indica anni indicativi per gli atti normativi; l’articolo 4, paragrafo 4, dell’ESPR prevede inoltre un periodo minimo di 18 mesi tra l’entrata in vigore e l’applicazione di un atto normativo; tali date sono quindi previsioni e non scadenze. Circa il 70 per cento dei dati richiesti è comunque già disponibile in qualche parte dell’azienda; raccoglierli e procurarsi il restante 30 per cento richiede mesi, soprattutto nei casi in cui sia necessario rivolgersi a un fornitore e negoziare una clausola contrattuale.
È consentito pubblicare un pass prima che diventi obbligatorio?
Sì. Nulla ostacola l’introduzione di un pass volontario e, una volta che i dati saranno disponibili, il pass sarà solo un passo breve. Si tratta proprio per questo di un segnale credibile, poiché i dati sono firmati e verificabili nel browser, anziché limitarsi a semplici affermazioni contenute in un opuscolo. Una condizione vale in ogni caso: i dati devono essere autentici, poiché un pass verificabile smaschera un’informazione edulcorata più rapidamente di quanto abbia mai fatto un opuscolo patinato.




