Guida ESPR dell'UE

Che cos’è l’ESPR?

Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR) è il regolamento quadro dell’UE che armonizza i requisiti di sostenibilità dei prodotti. È entrato in vigore il 18 luglio 2024 e sostituisce la precedente direttiva sulla progettazione ecocompatibile.

Uno strumento fondamentale dell’ESPR è il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP): un insieme di dati elettronici accessibile tramite un supporto apposto sul prodotto - solitamente un codice QR - che fornisce informazioni trasparenti su provenienza, materiali, riparazione e smaltimento.

> In breve: l’ESPR definisce il «cosa» (requisiti dei prodotti), mentre il DPP rappresenta il «come» (fornitura dei dati tramite codice QR e web).

Calendario

L’ESPR entrerà in vigore gradualmente tramite atti delegati per ciascuna categoria di prodotti. La Commissione europea ha pubblicato un calendario con le priorità:

A partire dal 2027

Batterie (batterie per veicoli elettrici e per veicoli leggeri, nonché batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh). Primo obbligo vincolante di DPP a partire da febbraio 2027, ai sensi del regolamento separato sulle batterie.

A partire dal 2028

Ferro e acciaio, prodotti da costruzione e imballaggi. Gli atti delegati saranno adottati nel 2026/2027; l’obbligo di DPP entrerà in vigore circa un anno e mezzo dopo.

A partire dal 2029

Tessili, alluminio, pneumatici, prodotti elettronici e ICT, mobili e materassi. Gli atti giuridici saranno approvati prevalentemente nel 2027/2028, con applicazione a partire dal 2029.

A partire dal 2030

Giocattoli (Regolamento UE sui giocattoli, applicazione a partire dal 1° agosto 2030). I settori esclusi, come quello alimentare e farmaceutico, non rientrano nell’ESPR: in questi ambiti il DPP rimane uno strumento di trasparenza volontario.

Parallelamente, secondo l’ESPR, il registro centrale UE del DPP - l’indice che collega ogni identificatore di prodotto al pass memorizzato in modo decentralizzato - dovrà essere operativo entro il 19 luglio 2026.

Il calendario non è scolpito nella pietra. Il contesto politico e le consultazioni tecniche possono comportare lo slittamento di singole scadenze. Raccomandiamo alle aziende di iniziare i preparativi al più tardi 24 mesi prima dell’entrata in vigore dell’obbligo.

Per saperne di più: Calendario ESPR 2027: cosa devono sapere ora i produttori di batterie.

Chi è interessato?

In linea di principio, qualsiasi operatore economico che immetta prodotti sul mercato dell’UE o li importi nell’UE da un paese terzo. Tra questi figurano:

  • Produttori e titolari di marchi
  • Importatori da paesi terzi (compresi Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti, Cina)
  • Rivenditori e partner di distribuzione (obblighi limitati)
  • Piattaforme di vendita online e fornitori di servizi di logistica

Le PMI beneficiano di norme semplificate, ma non sono esentate in linea di principio. L’obbligo dipende principalmente dalla categoria di prodotto, non dalle dimensioni dell’azienda.

Dati obbligatori nel DPP

L’elenco dettagliato dei dati è definito per ciascuna categoria di prodotti nell’atto delegato. I contenuti obbligatori ricorrenti sono:

Identificazione del prodotto

  • GTIN, numero di serie o di lotto
  • Informazioni sul produttore e sull’origine
  • Operatore economico autorizzato nell’UE

Composizione dei materiali

  • Componenti e percentuali in peso
  • Sostanze pericolose e sostanze soggette al regolamento REACH
  • Percentuale di materiale riciclato e di origine biologica

Prestazioni ambientali

  • Impronta di carbonio (cradle-to-gate o cradle-to-grave)
  • Consumo di acqua ed energia nella produzione
  • Durata di vita, riparabilità, riciclabilità

Utilizzo e smaltimento

  • Istruzioni per la riparazione e la manutenzione
  • Indicazioni per il ritiro e il riciclaggio
  • Dichiarazioni di conformità, certificati e rapporti di prova

Interoperabilità e indipendenza dal fornitore

L’ESPR richiede che i passaporti dei prodotti siano interoperabili e basati su standard aperti: leggibili da macchina, strutturati e scambiabili tra sistemi. Il mandato di normazione annesso della Commissione definisce espressamente l’obiettivo: gli identificatori devono essere trasferibili tramite una rete aperta e interoperabile, senza vincoli a un fornitore specifico e trasferibili tra servizi di risoluzione e sistemi.

In pratica ciò significa che chi sceglie un fornitore di servizi DPP non deve esserne vincolato. I passaporti di prodotto già pubblicati devono poter resistere a un cambio di fornitore. Standard aperti come GS1 Digital Link e strumenti di visualizzazione open source rappresentano la strada da seguire - maggiori informazioni su Transpareo Time Machine.

Sanzioni

Il regolamento ESPR lascia agli Stati membri la definizione concreta delle sanzioni, che devono essere «efficaci, proporzionate e dissuasive». Le prime bozze prevedono:

  • ammende il cui importo è stabilito dagli Stati membri
  • il divieto di vendita e di immissione sul mercato in caso di violazioni gravi
  • il richiamo dei prodotti non conformi
  • l’esclusione dalle gare d’appalto pubbliche

Le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri effettueranno controlli a campione e, a tal fine, potranno accedere alle DPP accessibili al pubblico sulla base dei dati disponibili.

Maggiori informazioni: quanto costa realmente l’obbligo di DPP - e quanto costano le sanzioni.

Preparazione

Anche in assenza di un obbligo vincolante, vale la pena prepararsi per tempo:

  1. Strutturare il catalogo prodotti: fare un inventario dei dati relativi ai prodotti, individuare le lacune nei dati.
  2. Coinvolgere i fornitori: raccogliere i dati relativi ai materiali e alla provenienza lungo tutta la catena di fornitura.
  3. Scegliere le basi tecniche: GS1 Digital Link, strategia dei codici QR, hosting, integrazione API.
  4. Avviare il progetto pilota: pubblicare singoli prodotti come DPP e testarli internamente.
  5. Scalare: collegare l’intera gamma di prodotti, garantire la qualità dei dati.

Lo sforzo maggiore non risiede nel pass stesso, ma nella digitalizzazione e nell’integrazione dei dati di prodotto: ecco perché dovreste iniziare oggi stesso a strutturare i dati.

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Fonti

Aggiornato a giugno 2026. La presente guida non sostituisce la consulenza legale. Per informazioni vincolanti, rivolgersi al proprio ufficio legale o a un consulente specializzato in ESPR.

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